Antonio Sardu

Nato a Sorgono il 12 aprile del 1948.
Sposato e padre di due figli, è imprenditore del settore immobiliare, presidente della Cooperativa Cento e ideatore e manager del Centro Commerciale La Corte del Sole.

È stato consigliere comunale del Pci a Cagliari negli anni Ottanta e consigliere regionale nelle file del PDS nella X legislatura.

In qualità di dirigente del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), si è impegnato per assicurare il diritto alla casa a centinaia di famiglie senzatetto del Cagliaritano.
Nel corso della sua attività politica si è occupato principalmente di urbanistica, energie rinnovabili, edilizia economica e popolare e politiche per l’agevolazione all’accesso alla prima casa.

Ha deciso di candidarsi alle Primarias per dare il proprio contribuito per cambiare la Sardegna e renderla più equa e più giusta.

 

PROGRAMMA

Statuto e rapporti con lo Stato italiano

Occorre una riforma dello Statuto da elaborare attraverso una Consulta per la sovranità del popolo sardo. Al centro della riforma saranno i diritti e gli interessi dei sardi per aumentare la libertà, le risorse e la responsabilità dei sardi costruire nuove classi dirigenti, nuovi percorsi di sviluppo, più ricchezza, più poteri, più diritti, più doveri.

In questo percorso, i rapporti tra la Sardegna e il Governo italiano dovranno svolgersi all’insegna della lealtà e della competizione tra pari.

 

Riforma amministrativa della Regione

Semplificazione dei processi, sburocratizzazione, certezza del diritto, tempi di risposta certi.

 

Riequilibrio dei poteri e delle risorse tra Comuni e Regione

Costruzione di un nuovo rapporto fra Regione ed enti locali in funzione delle necessità e peculiarità dei diversi territori. Attenzione per le aree interne, per le quali devono essere garantiti gli stessi servizi e le stesse opportunità previste per le aree urbane e costiere.

 

Sanità

Riforma della sanità basata sulle reali necessità e peculiarità dei territori e sulle esigenze dei pazienti sardi.

Abolizione dell’ATS e decentramento dei servizi sanitari.

Controllo degli sprechi.

Miglioramento dei servizi attraverso la valorizzazione delle competenze, una formazione mirata, la valutazione e il riconoscimento dei meriti e dei risultati.

 

Lavoro e casa

Investimento nella formazione e nei programmi di lavoro che diano risposte ai giovani e ai meno giovani.

Connessione reale e coordinamento tra formazione e impresa.

Flessibilità unita alla tutela dei diritti per i lavoratori.

Burocrazia e credito efficienti per l’impresa e per l’avvio di nuove attività imprenditoriali.

Promozione dell’industria legata al turismo, alle nuove tecnologie, alle energie rinnovabili, ai beni culturali, all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione.

Nuove politiche per l’edilizia abitativa e nuovi programmi per l’accesso alla prima casa con l’introduzione di contributi in conto capitale.

Azioni che favoriscano l’acquisto, la costruzione o il recupero della prima casa con priorità agli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

 

Agricoltura e allevamento

Attenzione ai settori dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’agroalimentare attraverso una normativa che consenta il ritorno alle campagne e una nuova competitività. Questi comparti dovranno essere connessi con quello turistico, per il quale occorre una normativa che consenta la reale espressione di tutto il potenziale occupazionale.

Attivazione di programmi di agevolazioni e incentivi per il consumo dei prodotti sardi e per la valorizzazione della tradizione legata alla produzione e commercializzazione dei prodotti tipici.

Azioni atte a riscoprire la centralità e il valore del mare e della pesca.

Valorizzazione delle aree lagunari ai fini produttivi e occupazionali.

 

Trasporti interni e continuità territoriale aerea e marittima

La risposta alle esigenze legate alla mobilità interna ed esterna è prioritaria.

Nuovo impulso al trasporto su rotaie e su gomma per dare risposte alle esigenze degli utenti, disincentivare l’utilizzo delle auto private, eliminare l’isolamento delle zone interne, fornire ai cittadini e ai turisti un servizio puntuale ed efficiente.

Il traffico marittimo da e per la Sardegna deve essere gestito dalla Sardegna: occorre eliminare il monopolio della Tirrenia e gestire i fondi del settore per garantire un servizio accessibile ed efficiente a chi voglia muoversi da e per l’Isola via mare.

Assicurare ai sardi un’effettiva continuità territoriale, in modo che vivere nella nostra isola non significhi essere isolati ma stare al centro del Mediterraneo con la possibilità di volare con tempi e costi certi e accessibili verso il resto del mondo.

 

Fisco

I dati fiscali degli ultimi anni rivelano che la Sardegna è una delle regioni più controllate e tartassate d’Italia. I controlli sono certamente dovuti e auspicabili, ma se si considera che alla riscossione sono legate anche le procedure di premialità che riguardano i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, che dipendono dall’intensità dell’attività di accertamento, appare subito chiara l’iniquità del sistema italiano, in cui spicca la sproporzione tra i poteri oppressivi e inquisitori dell’Agenzia delle Entrate e i poteri del cittadino di far valere le proprie ragioni.

Grazie a questo impianto iniquo, i controlli dell’Agenzia delle Entrate nella Repubblica italiana riguardano principalmente le piccole imprese e chi presenta una dichiarazione dei redditi, specie se ha qualche anomalia. In sostanza, un cittadino che non presenta alcuna domanda, una sorta di evasore totale, è soggetto a minori controlli in Italia di chi adempie al suo dovere.

Una nuova fiscalità, basata sul principio di equità, è dunque elemento indispensabile per lo sviluppo della Sardegna.

L’Agenzia Sarda delle Entrate dovrà essere attiva già nei primi mesi della legislatura, con un’immediata azione di contrasto del sistema persecutorio dei controlli fiscali italiani e con nuovi strumenti che supportino i contribuenti, le imprese, le amministrazioni nella creazione di un sistema tributario sardo più equo, che generi lavoro e ricchezza.

 

Accantonamenti

Sul tema degli accantonamenti occorre programmare da subito una battaglia ferma e decisa con il governo centrale italiano, in modo da recuperare subito quanto dovuto e stabilire regole eque per il futuro.

 

Istruzione, educazione e lingua

Le riforme e gli investimenti nella scuola, nella formazione, nell’istruzione e nell’educazione sono prioritari per lo sviluppo della società sarda: scuole belle e sicure, centralità dell’università e della ricerca, una nuova formazione professionale, attenzione per la famiglia e per l’infanzia dovranno essere inseriti da subito nell’agenda del nuovo governo sardo.

Occorre elaborare da subito nuovi strumenti normativi per la valorizzazione e promozione del territorio e dei beni culturali e per la promozione dello studio e della diffusione della lingua sarda e della storia dell’Isola.

 

Turismo, territorio e cultura

Promozione della Sardegna come terra in cui sono garantiti una buona qualità della vita, benessere, buon cibo, natura e cultura, buone opportunità per chi vuol fare impresa in modo responsabile.

Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali dei territori dell’entroterra e della costa.

Rete tra i comparti del turismo, dell’agroalimentare, delle nuove tecnologie, dei beni culturali.

Semplificazione e credito efficienti, in particolare per l’avvio di nuove attività legate al turismo.

Coordinamento con le politiche dei trasporti, con quelle legate alle infrastrutture, con le politiche di sviluppo locale.

Rete tra cultura, ambiente, infrastrutture, turismo sostenibile, produzione e qualità della vita.

 

Urbanistica

Superare l’impostazione del vincolo a favore di effettive, efficaci e adeguate tutele ambientali e paesaggistiche, accompagnate da una visione che valorizzi i processi di sviluppo e modernizzazione del settore agricolo.

Superare gli elementi di “incertezza del diritto” e di “burocratismo” nelle procedure

Il procedimento di approvazione della legge urbanistica, necessario e urgente, dovrà prevedere la consultazione degli amministratori locali e degli operatori pubblici e privati, le associazioni professionali e imprenditoriali in piena collaborazione con la Commissione Urbanistica del Consiglio Regionale.

La nuova legge urbanistica esige un’adeguata e necessaria modifica del PPR che allo stato attuale rappresenta solamente un insieme di norme di vincolo e non di tutele ambientali e paesaggistiche, il cui fallimento è certificato dal fatto che, dopo 12 anni di applicazione, solo 22 comuni su 377 sono riusciti ad adeguare il proprio PUC alle norme dello stesso PPR, i cui dettami sono risultati estranei e inapplicabili nel nostro territorio.

Prima di una nuova legge urbanistica è dunque necessaria una sostanziale rivisitazione del PPR che tuteli, anche attraverso i vincoli, le aree da proteggere (ad es. la fascia dei 300 mt dal mare) ma che liberi da limiti inutili quanto dannosi la restante parte del territorio sardo.

Solo per portare un esempio: non si può assicurare un reale sviluppo del settore turistico senza la realizzazione di ulteriori adeguate strutture alberghiere e di servizio.

La nuova legge non potrà non considerare l’esigenza di consentire la realizzazione di importanti opere pubbliche e private, riguardanti soprattutto l’infrastrutturazione di base del nostro territorio: porti e aeroporti; infrastrutture ferroviarie e stradali; elettrodotti e qualsiasi infrastruttura di passaggio e stoccaggio di materiale combustibile; bacini idroelettrici e dighe; interventi di risanamento.

Occorre garantire al soggetto privato la possibilità di pianificare un investimento e ad acquisire un’area nella “certezza del diritto”, evitando condizioni di rischio proibitive, incertezza e procedure burocratiche inibitorie.

In ambito rurale occorre una visione adeguata rispetto ai processi di sviluppo e modernizzazione del settore agricolo che finora sono stati puntualmente annunciati e di fatto sono stati disattesi con restrizioni drastiche di carattere soggettivo.

 

Servitù militari

Nuovo accordo sulle servitù militari che preveda una graduale quanto veloce eliminazione dei poligoni dall’isola e bonifiche rapide.

 

Ambiente, rifiuti, energia

Salvaguardia dell’ambiente e sostenibilità.

Riduzione della quantità dei rifiuti prodotti.

Promozione della pratica del riciclo.

Valorizzazione dell’utilizzo dell’energia sostenibile e rinnovabile.