Gian Paolo Casula

Gian Paolo Casula Mi chiamo Gian Paolo Casula, sono nato a Tonara e abito a Iglesias. Ho 57 anni, sono sposato e ho una figlia.

Sono un docente di inglese all’I.I.S. “Asproni-Fermi ” di Iglesias. In passato sono stato lettore di ruolo di italiano del M.A.E., dal 2001 al 2005. In quegli anni ho insegnato nelle università di San Paolo (Brasile), Londra (Regno Unito) e Aarhus (Danimarca).
Negli anni di lavoro all’estero andavo sempre a cercare e a trovare i Circoli dei sardi, con i quali spesso collaboravo con iniziative culturali. Ho conosciuto tanti sardi, molto dei quali si sono fatti strada, conoscere e apprezzare sempre con la Sardegna nel cuore.

La mia candidatura alle Primarias vuole dare un contributo al dibattito su cosa si può fare e si deve fare per migliorare la Sardegna.
Se verrò eletto, con le mie proposte intendo contribuire a migliorare la Sardegna che verrà perché per realizzare ciò la Regione sarda ha un ruolo centrale.
E, soprattutto, mi batterò per non permettere che i giovani sardi lascino la nostra terra perché abbiamo bisogno di loro, delle loro intelligenze, delle loro capacità e competenze.
Quindi politiche economiche e leggi regionali che garantiscano lavoro e diano certezze ai giovani sardi affinché non dimostrino nel continente italiano e nei paesi stranieri quanto siano bravi e capaci, ma qui in Sardegna e facciano grande la nostra isola!

PROGRAMMA

Statuto

Modifica dell’articolo 3: “La Regione ha potestà legislativa in materia di scuola e sanità”.

Modifica dell’articolo 7: ”La Regione ha una propria finanza, che deve essere pari a quanto i sardi versano con tasse e tributi allo Stato italiano”.

 

Rapporti con lo Stato italiano

  • I rapporti tra Regione sarda e Stato italiano devono essere di parità e non di sudditanza, non di imposizione di politiche economiche e sociali come avviene e sta avvenendo maggiormente negli ultimi anni.
  • Le istituzioni pubbliche scuole, ospedali ecc., nonché i servizi al cittadino-poste, banche ecc- devono essere garantiti.

Riforma amministrativa della Regione

  • La Regione Sardegna deve essere bilingue: il sardo e l’italiano devono essere le lingue ufficiali.
  • Decentrare e delocalizzare gli uffici regionali anche nelle piccole città e nei piccoli centri, senza ulteriori costi per le casse regionali.
  • Gli impiegati della regione devono essere bilingui, devono usare il sardo e l’ italiano .

Riequilibrio dei poteri e delle risorse tra Comuni e Regione

I comuni devono avere le risorse necessarie per gli affari correnti e per fornire un servizio adeguato ai cittadini. La Regione deve garantire i sevizi essenziali ai comuni e garantirne l’efficienza.

 

Riequilibrio dei poteri e delle risorse tra le città e i paesi

  • Decentramento di uffici e risorse umane nelle piccole città e nei paesi. Bilinguismo negli uffici pubblici.
  • Uso del sardo obbligatorio negli uffici giudiziari, regionali, provinciali e comunali di tutta la Sardegna.

Sanità

  • Riforma della sanità.
  • No ad ATS/ASL unica a Sassari. Le province, i territori e i comuni devono avere un servizio sanitario completo.
  • Decentrare i servizi sanitari dalle strutture sanitarie di Cagliari e Sassari.
  • Bloccare l’accentramento, come sta avvenendo oggi con la riforma sanitaria dello Stato italiano, e la recente legge regionale.
  • Rinegoziare e diminuire i parametri nazionali per ospedali e servizi sanitari. La Sardegna, essendo una regione poco popolata e insulare, ha necessità di un sevizio sanitario che si adatti ai bisogni dei sardi.

Lavoro

  • Puntare sullo sviluppo del settore primario: agricoltura e allevamento.
  • Favorire lo sviluppo turistico che ha un potenziale occupazionale non ancora sfruttato.
  • Favorire con leggi ad hoc il ritorno dei giovani nelle campagne.
  • Favorire la crescita dell’industria di trasformazione dei prodotti e delle risorse prodotte in Sardegna.
  • Trasformare in impresa la ricchezza dei boschi sardi, che oggi sono abbandonati. I giovani non sono impegnati nei lavori del bosco. Le montagne hanno una immensa ricchezza che la Regione non valorizza e non sa sfruttare.
  • Favorire la nascita e la crescita di una industria leggera che non inquini.

Trasporti interni e continuità territoriale aerea e marittima:

Trasporto su rotaie:

Elettrificazione della linea ferroviaria Cagliari- Porto Torres, Cagliari- Olbia, raddoppio dei binari sulla dorsale sarda e nella tratta per Olbia.

Ripristino delle linee ferrate interne, rendere il trenino verde operativo tutto l’anno.

Sostituire le locomotive diesel con locomotive ad idrogeno per ridurre l’inquinamento.

Trasporto su gomma:

Fornire un servizio di trasporto pubblico (ARST) a tutti i comuni sardi creando una rete che consenta di spostarsi senza difficoltà dall’interno e verso i centri maggiori, i porti e gli aeroporti, eliminando l’isolamento interno.

Trasporto marittimo:

Eliminare il monopolio della Tirrenia. Le rotte per il continente e per le altre destinazioni devono essere in libera concorrenza. Una compagnia marittima non può avere più di una linea (al massimo due linee). La Regione Sardegna deve avere la partecipazione nella gestione delle rotte.

Trasporto aereo:

Garantire ai sardi più posti e voli nazionali. Trasformare l’aeroporto di Cagliari in hub internazionale (del Mediterraneo),

Fisco

  • La Sardegna essendo una regione a statuto speciale e insulare deve avere potestà legislativa in materia di fisco.
  • I tributi che la Sardegna versa allo Stato italiano devono essere corrisposti nella stessa misura e quantità alla stessa Sardegna.
  • -Tasse regionali e comunali più basse per cittadini e imprese
  • -Devono esistere zone franche dove investire e creare imprese, anche, e soprattutto, per investitori stranieri.

Accantonamenti

La partecipazione al risanamento del debito pubblico nazionale italiano, essendo la Sardegna una Regione a Statuto speciale, deve essere equa. Le quote in eccesso devono essere restituite alla Sardegna.

Istruzione ed educazione

  • La Sardegna deve avere potestà legislativa in materia di istruzione. Non sono ammissibili i limiti per la formazione delle classi e per l’autonomia scolastica attuali. Ridurre tali parametri.
  • Le leggi nazionali non tengono conto della demografia e della specificità della Sardegna. A causa della chiusura delle scuole, e non solo, la Sardegna si sta spopolando soprattutto all’interno.

Urbanistica

  • Una nuova eventuale legge urbanistica deve contenere principi di tutela delle coste e dell’ambiente naturale isolano.
  • Una nuova legge urbanistica deve, altresì, rendere le campagne luoghi di vita e di lavoro.
  • Permettere la costruzione di abitazioni per uso agricolo.
  • Essa deve favorire tutti i settori economici. In particolare, l’agricoltura, l’allevamento, l’edilizia, l’artigianato, i servizi turistici., la fruizione e lo sfruttamento del bosco.
  • Deve evitare lo spopolamento delle zone interne.

Lingua e cultura

  • La lingua sarda deve essere insegnata in tutti gli ordini e gradi delle scuole pubbliche, a partire dalla scuola dell’infanzia.
  • I docenti che insegnano nelle scuole pubbliche sarde devono conoscere il sardo, parlarlo e scriverlo correntemente.
  • Per lavorare nella P.A. della Sardegna è necessario conoscere il sardo, parlarlo e scriverlo correntemente.
  • Insegnamento obbligatorio della storia delle Sardegna a partire dalla scuola primaria.
  • Investimenti massicci nel patrimonio archeologico e artistico-architettonico sardo:
    • epoca nuragica e pre-nuragica : nuraghi , tombe dei giganti, menhir, domus de janas ecc.
    • epoca medievale: chiese romaniche, ecc.
    • archeologia industriale: miniere ecc.
  • La Regione Sardegna deve poter compartecipare ad un canale/programma televisivo RAI in lingua sarda o possederne uno.

 Turismo

  • Contribuire alla destagionalizzazione del turismo in Sardegna.
  • Politiche economiche per rendere il turismo un’impresa che lavori 360 giorni all’anno.
  • Favorire le imprese turistiche giovanili.

 Ambiente e bonifiche

  • Tutela dell’ambiente e del territorio anche per prevenire il rischio e i danni idrogeologici. -Preservazione delle coste, della macchia mediterranea e della loro biodiversità.
  • Eliminazione graduale delle automobili inquinanti, alimentate a diesel e benzina.
  • Favorire l’acquisto e la diffusione di mezzi pubblici elettrici e l’utilizzo delle automobili elettriche.
  • Favorire in tutta la Sardegna la creazione di una rete per alimentare i veicoli elettrici.
  • Disporre di una rete di colonnine elettriche per alimentare i veicoli elettrici
  • Bonifica delle aeree industriali più inquinate della Sardegna: Portovesme, Ottana, Sarroch, Porto Torres, Macchiareddu, Villacidro-San Gavino.

 Servitù militari

Occorre rinegoziare con il governo centrale la questione delle servitù militari nell’isola.

La Sardegna è la regione con più servitù militari d’Italia.

Via servitù come i poligoni militari. Ci sono territori, come Teulada e Capo Frasca dove è vietato andare ed entrare.

 Rifiuti

  • Rendere i rifiuti una risorsa.
  • Favorire la creazione di fabbriche del riciclo.
  • Attraverso la trasformazione e il riciclo dei rifiuti si possono creare bio-carburanti, materiali di consumo -carta vetro, ecc.- nonché metalli come alluminio, acciaio, ferro e anche metalli preziosi da quelli elettronici.

Energia

Sfruttare le energie rinnovabili e le fonti energetiche alternative nel rispetto dell’ambiente e tenendo conto dell’impatto ambientale.